Codice di condotta

L’obiettivo dell’OpenCon Italia è quello di creare uno spazio nel quale condividere le nostre esperienze sul tema del poliamore e delle altre non-monogamie etiche. Questo codice di condotta è parte del nostro sforzo per creare uno spazio dove tutte e tutti possano sentirsi allo stesso tempo liberi e sicuri, così che OpenCon Italia possa essere quanto più possibile arricchente, piacevole e d’ispirazione.

Questo non è un incontro nel quale cercare nuovi partner. Tuttavia: siamo meravigliosamente umani e, in quanto persone aperte a stili relazionali non-monogami, in generale tendiamo ad essere più disponibili della media ad iniziare nuove relazioni, e questo è ancora più facile quando ci troviamo in un ambiente nel quale le persone che incontriamo condividono il nostro stesso stile relazionale; quindi è normale che qui possa capitare di trovare gente interessante e, magari, interessata a noi.

L’importante, però, è che comunque tutte le attenzioni rivolte alle persone che ci possano interessare siano sempre improntate al massimo rispetto.

Consenso, autodeterminazione e spazio personale

Andiamo propagandando che la nostra filosofia è incentrata sulla consensualità di tutto ciò che avviene all’interno delle nostre relazioni: questo deve partire anche dal primo eventuale approccio.

Vorremmo che questo fosse uno spazio sicuro nel quale tutte e tutti si sentano liberi di esprimere la propria personalità, compresa la sua componente più legata alla sessualità, in modo libero, senza che ciò scateni la ripetizione degli stessi schemi stereotipati cacciatore/preda che troviamo nella cultura dominante.

Qualsiasi indizio che un’attenzione non è gradita – e questo significa qualsiasi segnale, anche sottile, che non sia di esplicito gradimento – deve essere rispettato immediatamente. L’ideale è che ogni interazione sia preceduta dall’assicurarsi di avere il consenso dell’altra persona, e che questo consenso sia esplicito e corrente.

Vi preghiamo di ricordare che ciascuno e ciascuna ha il suo modo di dire “no” e che molte persone hanno difficoltà a dare una risposta negativa ferma ed esplicita: come regola generale, date per scontato che qualsiasi cosa non sia un “sì” entusiastico significhi, in effetti, “no”.

Ci aspettiamo che l’autodeterminazione e lo spazio personale di ogni partecipante siano considerati inviolabili in ogni momento da ogni altro partecipante. Ciò comprende non solo le interazioni fisiche ma anche la comunicazione verbale, che deve essere sempre improntata al rispetto della privacy e della sensibilità del proprio interlocutore.

Chiedere esplicitamente il consenso prima di parlare di un argomento che è più a rischio di urtare la sensibilità del proprio interlocutore è una buona pratica. I workshop che tratteranno temi più sensibili saranno identificati chiaramente come tali sul tabellone delle sessioni.

Anche chiedere dettagli della vita privata di un o un’altra partecipante, se non è stata preventivamente dimostrata esplicitamente la volontà di condividerli o se ne è ottenuto il consenso, è da considerarsi una violazione della privacy. “Posso chiederti…?” di solito è una formula che rende possibili condivisioni molto profonde ed emotivamente coinvolgenti, purché si metta l’altra o l’altro in condizione di sentirsi sicuro nel poter dire “Preferisco di no”.

Privacy

In particolare, per quanto riguarda la privacy, dato che quella delle non-monogamie etiche è ancora una questione delicata in molti ambiti sociali, riteniamo importante tutelare il diritto dei e delle partecipanti:

  • a non essere fotografati o ripresi in alcun modo senza consenso preventivo; se volete fare una foto per ricordare un momento importante, o per immortalare un pomeriggio particolarmente interessante, o se volete girare un video su un’attività o una discussione che vi sembra stimolante, chiedete sempre prima il consenso di tutti i presenti, specificando anche l’uso che farete della foto (pubblicazione su  facebook, sul proprio blog, invio a una chat di gruppo, ecc.). Anche se intendete tenere solo per voi foto o video, siete comunque tenuti a chiedere il consenso di ogni persona ripresa: la propria immagine fa parte della propria identità, e in quanto tale gode di tutti i diritti della persona stessa.
  • a tenere riservata ogni informazione personale (nome, indirizzo, contatti, ecc.); se uno dei partecipanti preferisce usare uno pseudonimo, o non vuole specificare il tipo di lavoro che fa, o la sua situazione sentimentale, o la città da cui proviene, non insistete nel chiederlo, ma rispettate la sua volontà. Può capitare che, durante il racconto di qualche vissuto, alcuni passaggi rimangano oscuri per mancanza di dettagli: cercate sempre di formulare delle domande orientate a capire l’accaduto, senza richiedere dettagli personali.
  • a che ogni conversazione e contenuto dei workshop non sia comunicata ad altri partecipanti o divulgata all’esterno dell’evento. Raccontare le proprie esperienze, i propri vissuti, le proprie storie significa mettere in gioco molta parte di noi: è un atto coraggioso, che richiede però la piena fiducia nell’interlocutore. Riferire storie ascoltate all’OpenCon, anche senza specificarne i protagonisti, significa tradire quella fiducia, e venire meno a un patto di reciprocità necessario alla costruzione di uno spazio di condivisione sicuro. Diffondere dettagli sulle persone presenti, anche quando ci sembra che non siano identificativi o significativi, è una violazione della loro privacy: rispettate le esperienze che gli altri hanno deciso di mettere a nudo con voi, ricordando che la condivisione è un dono.

Naturalmente il consenso dei partecipanti può annullare le regole di cui sopra, ma per cortesia chiedete esplicitamente caso per caso e non datelo per scontato.

Cosa fare se il Codice di Condotta non viene rispettato

Se ritenete che qualcuno o qualcuna stia violando il Codice di Condotta in alcun modo, nei confronti vostri o di un altro o altra partecipante, per cortesia fateglielo notare, se siete a vostro agio nel farlo. Se ciò non fa sì che il comportamento in violazione sia interrotto, o se non volete o non siete in grado di farglielo notare voi stessi, per cortesia parlate ad una delle persone dell’organizzazione dell’evento preposte a questo compito (vi verranno indicate all’incontro di apertura). Parleremo immediatamente con la persona in questione e gli chiederemo di tornare a rispettare il Codice.

Ci riserviamo il diritto di chiedere a qualsiasi partecipante di lasciare l’OpenCon immediatamente se ritenessimo che sia avvenuta da parte sua una violazione deliberata, ripetuta o grave del Codice di Condotta, o se considerassimo che il benessere di altri partecipanti sia a rischio. In questo caso, non sarà offerto alcun rimborso.

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